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Solitudine degli Anziani

Manuela No Comments

Solitudine degli anziani: questo problema si ripropone costantemente in tutta la sua cruda realtà.

Il fenomeno della solitudine degli anziani e del loro “abbandono”, si fa sentire soprattutto nel periodo estivo o durante le festività.

Quella che vi propongo  è una notizia di due anni fa ma sempre attuale e, purtroppo, reale: alcuni cittadini chiamano la Polizia perchè sentono le urla degli Anziani vicini di casa. I Poliziotti arrivano e trovano due novantenni piangenti. Lui ha 94 anni, Lei 89 e si amano da oltre 70 anni. Sono insieme, ma urlano e piangono per il loro senso di solitudine ed abbandono da parte di tutti.

Ecco allora che i due Agenti si spogliano quasi della loro divisa e diventano solo Uomini  compassionevoli e con un gran cuore. Decidono quindi di “perdere un po’ di tempo” per cucinare ai due “giovanotti” un piatto di pasta e tenere loro un po’ di compagnia.

Ed ecco come il cucinare un piatto di pasta, si trasforma quasi in un atto eroico!

Ora, è pur  vero che in quasi tutte le città sono attivi servizi che, in modo gratuito, intervengono in modo più o meno incisivo per arginare la solitudine degli Anziani.

Si tratta per lo più di servizi erogati dai Comuni o da Associazioni che, attraverso l’impiego di volontari, fanno quel che possono per dare una risposta concreta a chi ha problemi di solitudine e bisogni di tipo relazionale.

Esistono anche servizi telefonici, a volte con numero verde, che accolgono richieste di vario tipo, compresa quella di “fare due chiacchiere con qualcuno”.

Ma tutto questo non basta. Se i vicini di due novantenni chiamano la Polizia, perchè allarmati dai lamenti che provengono dalla loro abitazione, è evidente che qualcosa, nella catena della solidarietà, non ha funzionato o è stato insufficiente.

Riflettendo su questa notizia però, io che sono una gran rompiscatole mi chiedo: cosa avrei fatto io, se fossi stata uno di quei vicini?

Avrei chiamato la polizia o avrei bussato alla porta chiedendo se era successo qualcosa e se avevano bisogno di aiuto?

In fin dei conti, due novantenni… non saranno poi così pericolosi, giusto?

Riflettiamo gente, riflettiamo 

anziani soli

la solitudine degli anziani

Il valore aggiunto dell’assistenza domiciliare

Manuela No Comments

Qual’è il valore aggiunto dell’assistenza domiciliare o, più in genere, dell’assistenza agli anziani? Sono le piccole cose che nascono spontanee, dal cuore, senza pensarci. E’ un massaggino ai piedi quando gli/le fai il bagno, il tentativo di fare una messa in piega decente con ciò che hai a disposizione, la crema sul viso, il dopobarba, è ascoltarli senza pensare ai fatti tuoi…. è una carezza quando li vedi tristi o piangere. E’ il magone che provi quando ti metti nei loro panni e gestisci la tua emozione con un sorriso che dice “ti capisco, sono qui con te!. Non è banale, non è scontato anzi, purtroppo è raro perché chi si occupa di anziani e di assistenza alla persona, se non è costantemente formato/aggiornato, supportato, motivato, dopo un po’, si stanca. E’ normale, quasi fisiologico. In oltre trent’anni di lavoro in questo campo, l’ho visto e toccato con mano tante volte. E domani? Quando ci saremo noi? Cosa vorremo da chi si prenderà cura di noi?

La coabitazione come antidoto alla solitudine

Manuela No Comments

clicca qui per andare al sito delle Regione Emilia Romagna e leggere l’articolo

 

 

 

Riflessioni sulle persone con demenza o deficit cognitivo

Manuela No Comments

Navigando su internet o guardando i vari post su fb, vedo spesso vignette che rappresentano vecchietti che fanno o dicono cose ridicole e che, alla fine, si rivelano essere vecchietti affetti da demenza. Di primo acchito ti viene da ridere perchè in questi fumetti o foto-filmati reali, in effetti, vedi i vecchietti che dicono e fanno cose che sembrano barzellette. Anche io ho spesso sorriso nel leggere questi post. Ma non solo. Ammetto che qualche volta ho riso nel vedere i miei anziani in Struttura che facevano o dicevano cose che sembravano barzellette. Poi, alcuni giorni fa, leggendo una vignetta apparentemente ridicola, mi sono fermata a riflettere e mi sono detta: cosa c’è da ridere? Non c’è nulla da ridere. Queste persone fanno e dicono cose che ci fanno ridere ma non è il loro intento. La loro intenzione non è questa. Loro vogliono dirci cose che noi non capiamo e lo fanno come possono, con i loro mezzi e con le loro capacità. Ma non vogliono essere ridicoli. La demenza, la malattia di Alzheimer e tutte le patologie dementigene sono malattie terribili che ti fanno perdere la memoria, la parola, la capacità di compiere gli atti più elementari della vita e ti portano via la dignità. Quindi, cosa c’è da ridere? Nulla. Anche chi ha i tumori, le sclerosi, la sla e tutte le brutte malattie del mondo perdono tante delle capacità di chi soffre di un qualche tipo di demenza. Ma di fronte a queste persone non ridiamo, non ridicolizziamo la loro malattia. Mediatiamo gente, meditiamo…

Violenza sugli anziani

Manuela No Comments

abusi sugli anziani

violenza sugli anziani

Violenza sugli anziani: notizie che ormai, purtroppo, sono all’ordine del giorno.

E quando sentiamo di violenze sugli Anziani, sia nelle Strutture, sia al domicilio, ci indignano ed esprimiamo tutta la nostra collera contro le bestie malate che sfogano le proprie frustrazioni su persone deboli ed innocenti.

Nell’era digitale e dei social, postiamo foto e video presi qua e là sul web, corredandoli di emoticon e commenti che esprimono la nostra rabbia, sgomento, frustrazione, tristezza.  E fin qui ci siamo. Tutto corretto, anzi, dovuto.

Io invece non riesco a fermarmi qui perchè la violenza sugli anziani è qualcosa per la quale non possiamo solo indignarci. Dobbiamo riflettere e imparare che gli abusi non sono solo gli schiaffi, le parolacce, gli insulti. Lo sono anche le omissioni, il non esserci, il non fare o fare male, l’ignorare, il puntare il dito senza intevenire. 

E poi io mi chiedo perché ogni volta in cui sentiamo dell’ennesimo caso di abusi sugli anziani,  si legga sempre la stessa cosa: le indagini andavano avanti da mesi! Da mesi?  Abbiamo dovuto filmare e documentare mesi di maltrattamenti e vessazioni prima di potere intervenire?

E nel frattempo questi poveri Anziani, ma anche  Bambini se parliamo di scuole per l’infanzia, hanno fatto da cavia perché le forze dell’ordine avessero le prove per potere incastrare le bestie?

Mi dispiace ma mi sfugge qualcosa.

Dovrebbe bastare uno schiaffo, una minaccia, un sopruso verificato una sola volta per mandare in galera delinquenti che si macchiano di questo agire ignobile.

Ed ora, per favore, qualcuno mi spiega quanti schiaffi servono per fermare queste vergogne?

 

 

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